Spazioso e luminoso monolocale per tre persone, con angolo cottura e letti di lunghezza maggiorata. Dispone di un vano guardaroba e di bagno privato interno.
Bologna, i tesori nascosti
Il proprietario di uno dei palazzi storici bolognesi una volta mi disse:
«Quando passeggia per il centro e vede un portone aperto, ci si infili. I cortili e i giardini più belli sono nascosti».
E se a dirlo è il signor Corte Isolani, c'è da credergli!
Perché Bologna è una città curiosa. Da una parte ci sono i portici, chilometri di passaggi coperti dove tutti possono camminare, incontrarsi, ripararsi dalla pioggia o dal sole.
Dall'altra ci sono i palazzi delle grandi famiglie bolognesi, che spesso custodivano le loro ricchezze lontano dagli sguardi dei passanti.
Dietro facciate anche piuttosto austere si aprivano cortili eleganti, con pozzi decorati, statue, fontane, alberi secolari e giardini meravigliosi.
Perché far vedere tutto a tutti?
I portici erano per tutti, ma il giardino, quello, era per gli amici invitati a cena!
Il verde che non si vede
Ancora oggi, passeggiando per il centro, può capitare di intravedere un cortile pieno di piante o un giardino che si allunga dietro i palazzi.
E viene spontaneo domandarsi: ma quanto spazio ci sarà là dietro?
A volte moltissimo!
In via Santo Stefano, al numero 160, si apre un vasto e imprevedibile paesaggio verde.
Giardini all'inglese e all'italiana, alberi, vialetti, angoli che sembrano appartenere a un'altra epoca.
Un piccolo mondo fuori dal tempo, praticamente invisibile dalla strada.
Alcuni di questi giardini sono arrivati fino a noi.
Altri, purtroppo, sono scomparsi.
Come quello della casa di Giorgio Morandi, in via Fondazza, dove crescevano robinie, magnolie e altri alberi.
Un luogo che faceva parte della vita quotidiana del pittore e che oggi possiamo soltanto immaginare.
Chissà quante volte Morandi avrà guardato quegli alberi, magari cercando la luce giusta per un quadro.
Anche se, conoscendolo attraverso le sue opere, viene da pensare che poi sarebbe tornato alle sue amate bottiglie!
Una montagna fatta dai bolognesi
Ma a un certo punto qualcuno pensò che forse un po' di verde si poteva concedere anche a chi non possedeva un palazzo.
E qui entra in scena la Montagnola.
Prima di tutto, sapete perché si chiama così?
Perché è una montagna!
Va bene, una montagna piccolina.
E soprattutto... artificiale.
Per secoli in quella zona furono accumulati materiali e macerie provenienti dalle trasformazioni della città, fino a formare un rilievo (ma questa è un'altra storia che potrei raccontarvi quando sarete qui).
Insomma, Bologna aveva già le colline appena fuori dalle mura, ma evidentemente non le bastavano.
Così se ne costruì una anche dentro!
La Montagnola era già utilizzata come luogo di passeggio, ma fu Napoleone, nel 1805, a volerne una sistemazione più elegante, ispirata ai giardini alla francese.
Un grande spazio verde dove i bolognesi potessero passeggiare, incontrarsi e godersi un po' d'aria.
E a chi fu affidato il progetto?
A Giovanni Battista Martinetti. Marito della bellissima Cornelia Rossi Martinetti, donna colta e affascinante che faceva perdere la testa a poeti, scrittori e scultori. Mentre la moglie coltivava ammiratori, lui coltivava giardini!
Finalmente un giardino per tutti
La Montagnola diventò così uno dei luoghi più amati dai bolognesi.
Non serviva essere invitati da un marchese, conoscere una contessa o avere un parente con un palazzo in centro.
Bastava andarci.
Si poteva passeggiare, incontrare amici, fermarsi a chiacchierare, osservare la gente.
E naturalmente farsi osservare.
Perché una passeggiata elegante non era soltanto una passeggiata.
Era anche un'occasione per sfoggiare il vestito nuovo, incontrare qualcuno di interessante e magari scambiarsi qualche occhiata.
Insomma, i giardini pubblici avevano un vantaggio rispetto a quelli privati: non bisognava aspettare un invito per andare a vedere chi c'era!
Col tempo la Montagnola cambiò ancora, con nuovi viali, scalinate e decorazioni, fino a diventare il parco che conosciamo oggi.
E così Bologna, che custodiva tanti splendidi giardini nelle dimore private, aveva anche un grande spazio verde a disposizione di tutti.
Senza conoscere un conte e senza dover aspettare un invito!
Ed è a questi due volti della Bologna verde, quello dei giardini nascosti e quello dei giardini aperti a tutti, che abbiamo dedicato la nostra camera Giardini.