Luminosa e curata camera matrimoniale. Dispone di un ampio vano guardaroba e di bagno privato interno.
Anche Bologna ha la sua storia d'amore impossibile.
Dobbiamo tornare indietro di oltre duemila anni, quando Bologna non si chiamava ancora Bologna, ma Felsina, ed era una delle città più importanti degli Etruschi.
Secondo un'antica leggenda, in queste terre viveva un giovane principe etrusco di nome Fero.
Bruno, con i capelli ricci, bello e intelligente, un figaccione diremmo oggi.
Un giorno, mentre passeggiava in un bosco, incontrò una bambina bionda dagli occhi azzurri, che lo osservava nascosta dietro una quercia.
Si chiamava Aposa ed era la figlia del capo dei Galli Boi, un popolo di guerrieri che viveva sulle colline vicine.
Fero ne rimase talmente colpito che, secondo la leggenda, si inginocchiò davanti a lei, credendola una dea.
Un po' esagerato, forse, ma evidentemente il ragazzo aveva già una certa predisposizione al romanticismo!
Da quel giorno i due diventarono inseparabili.
Giocavano insieme, esploravano i boschi, correvano lungo il torrente.
E crescendo, quella bella amicizia si trasformò in amore.
Decisero che un giorno si sarebbero sposati.
Facile, no?
Eh, mica tanto!
Due popoli, due famiglie e un bel problema
Fero era etrusco, Aposa era gallica.
E i loro popoli non avevano esattamente le stesse abitudini.
Gli Etruschi costruivano città, templi, commerciavano, amavano i gioielli, le feste e la musica.
I Galli Boi erano abili guerrieri e cacciatori, vivevano in villaggi fortificati e avevano tradizioni molto diverse.
Insomma, due mondi che non sempre andavano d'accordo.
E infatti, quando i ragazzi annunciarono che volevano sposarsi, le rispettive famiglie non fecero salti di gioia.
Soprattutto i padri.
Perché, si sa, quando due giovani si innamorano, c'è sempre qualcuno che deve complicare le cose!
Il padre di Aposa pretese che Fero dimostrasse di essere abbastanza coraggioso per sposare sua figlia.
Gli impose prove di caccia, tra cui affrontare un orso e un cervo.
Non proprio il genere di esame che si supera presentandosi con un mazzo di fiori!
Ma Fero non si tirò indietro.
Affrontò le prove e dimostrò il proprio valore.
Eppure, nonostante tutto, il matrimonio continuava a incontrare ostacoli.
Così i due innamorati cominciarono a vedersi di nascosto.
Una sera Aposa decise di raggiungere Fero attraversando il torrente che separava i loro territori.
Ma quella notte il corso d'acqua era ingrossato e la corrente molto forte.
La giovane tentò ugualmente di passare. Forse aveva fretta di vedere il suo amato. Forse pensava di conoscere abbastanza bene quelle acque.
Ma la corrente la travolse.
Fero la cercò disperatamente, ma non riuscì a salvarla.
E così la loro storia d'amore finì tragicamente.
Secondo la leggenda, il dolore fu tale che persino i due padri, fino ad allora tanto ostili, finirono per riconciliarsi.
Un po' tardi, verrebbe da dire!
Per ricordare la giovane principessa, il torrente prese il suo nome: Aposa.
Un amore che scorre ancora sotto Bologna
Quel torrente esiste davvero.
Nasce sulle colline a sud della città, attraversa Bologna e per un lungo tratto scorre sotto le sue strade.
Perché Bologna, nel corso dei secoli, ha coperto buona parte dei suoi corsi d'acqua.
Così oggi possiamo passeggiare per il centro senza accorgerci che, proprio sotto i nostri piedi, continua a scorrere l'Aposa.
Il nome del torrente ha origini linguistiche più antiche e complesse di quelle raccontate dalla leggenda, naturalmente.
Ma a me piace pensare che i bolognesi abbiano voluto dare a quell'acqua il nome di una ragazza innamorata.
E che, mentre la città cambiava nome, aspetto e abitanti, il ricordo di Aposa continuasse a scorrere.
Perché Felsina è diventata Bononia e poi Bologna.
Sono passati secoli, sono cambiati popoli, case e strade.
Ma l'Aposa è ancora lì.
Ed è a questa giovane principessa, e alla sua storia d'amore, che abbiamo dedicato la nostra camera Aposa.